Caccuri è un borgo medievale di 1.516 abitanti che sorge a 646 metri di altitudine nella provincia di Crotone, dominato da un imponente castello risalente al VI secolo. Arroccato su uno sperone di roccia e circondato da uliveti che costituiscono la principale risorsa agricola locale, questo comune della Presila crotonese conserva intatto il fascino del centro storico medievale con il suo intreccio di strade e vicoli che convergono tutti verso il maniero.
Il borgo è conosciuto in greco bizantino come “Kakòros” e fa parte dell’associazione “I borghi più belli d’Italia”, riconoscimento che testimonia la bellezza del patrimonio architettonico e paesaggistico. Il territorio di 61,38 chilometri quadrati include le frazioni di Santa Rania e Acquafredda, offrendo scorci suggestivi tra architetture storiche e natura incontaminata.
Origini antiche: dal neolitico al medioevo
Le origini di Caccuri affondano nella preistoria, come testimoniano i reperti archeologici che suggeriscono un insediamento già durante il Neolitico. In età romana il territorio era abitato in case sparse, mentre nel X secolo divenne sede di tre monasteri basiliani: quello dei Tre Fanciulli, il Monastero dell’Abate Marco e quello di Santa Maria, testimoniando l’importanza religiosa del sito.
La storia medievale vide il borgo diventare feudo di importanti famiglie nobiliari, tra cui Polissena Ruffo (moglie di Francesco Sforza, di cui è ancora visibile la stanza nel castello) e successivamente le famiglie Sangiorgio, De Riso, Spinelli, Cimino, Carafa, Cavalcanti (veri mecenati artistici del borgo) e Barracco, che lasciarono un’impronta indelebile sull’architettura e la cultura locale.
Il borgo medievale era protetto da tre ingressi principali: Porta Grande (attuale Piazza Umberto I), Porta Piccola (presso la Chiesa di San Rocco) e Porta Nuova, così chiamata perché più recente, che controllavano l’accesso al centro fortificato.
Il Castello: fortezza millenaria
Il Castello di Caccuri rappresenta il simbolo del borgo, un maniero che domina il paesaggio circostante dalla sua posizione elevata. Risalente al VI secolo, questo imponente complesso fortificato ha attraversato oltre mille anni di storia, subendo trasformazioni e ampliamenti che riflettono le diverse dominazioni susseguitesi nel territorio.
La torre del castello costituisce l’elemento più riconoscibile del profilo urbano di Caccuri, visibile da grande distanza e punto di riferimento per l’intera vallata. All’interno del maniero si conserva ancora la stanza di Polissena Ruffo, testimonianza del periodo sforzesco e della ricchezza artistica che caratterizzò il borgo durante il Rinascimento.
Ai piedi del castello si estende la Villa Comunale, un parco suggestivo caratterizzato da rocce calcaree dalle forme insolite che si stagliano tra il maniero e i pini, creando un paesaggio di rara bellezza dove ha sede il Municipio.
Patrimonio religioso e artistico
La Chiesa Madre di Santa Maria delle Grazie del XIV secolo domina il centro storico con la sua imponente presenza. L’edificio a tre navate presenta stile rinascimentale ed è arricchito da altari simmetrici che ospitano statue e tele di grande valore, tra cui la Trasfigurazione del XVII secolo e la grande tela mariana della sagrestia.
Il campanile custodisce una preziosa campana del 1578 dedicata alla Madonna, commissionata dall’Università di Caccuri ad Angelo Rinaldi. Particolare interesse riveste la Cappella di San Gaetano (o De Franco), ritenuta l’antico battistero del paese, unica nel suo genere per la posizione laterale anziché frontale rispetto alla chiesa.
| Edificio Religioso | Epoca | Caratteristiche Principali |
| Chiesa Madre | XIV secolo | Tre navate, stile rinascimentale |
| Chiesa San Rocco | XVII secolo | Protettore dalla peste |
| Badia Santa Maria del Soccorso | 1518 | Complesso domenicano |
| Cappella San Gaetano | Medievale | Antico battistero |
La Badia di Santa Maria del Soccorso
Il complesso monumentale della Badia rappresenta la vera perla artistica del patrimonio caccurese. Fondato nel 1518 dal frate domenicano Andrea da Gimigliano, il complesso è conosciuto dagli abitanti come “il convento” e fu abitato prima dai domenicani e successivamente dai francescani.
La chiesa è anche detta “Chiesa della Riforma” perché nell’Ottocento passò sotto l’egida dei francescani riformati. Solo alla fine dell’Ottocento i frati abbandonarono la struttura religiosa per la vendita al barone Barracco, conseguenza delle controverse leggi Siccardi che soppressero molti ordini religiosi.
L’interno della chiesa trasmette un forte senso di austerità e custodisce notevoli tesori artistici che testimoniano secoli di devozione e mecenatismo religioso. Il complesso include anche la cappella della Congregazione del Santissimo Rosario, arricchendo ulteriormente il patrimonio artistico del borgo.
Tradizioni e cultura popolare
Caccuri conserva tradizioni popolari di grande valore etnografico, tra cui spicca il dramma “I Giudei”, rappresentazione sacra della Settimana Santa che viene riproposta ogni sette anni circa. L’ultima edizione si è svolta nel 2011, coinvolgendo l’intera comunità in un evento che unisce teatro popolare e devozione religiosa.
Il borgo è famoso per il Premio Letterario Caccuri per la Saggistica, evento culturale di rilevanza nazionale che si svolge ogni anno dal 6 al 10 agosto, richiamando scrittori, critici e appassionati di letteratura da tutta Italia.
Una curiosa rivalità storica caratterizza i rapporti con il paese limitrofo di Cerenzia, alimentando un campanilismo che si manifesta in diverse occasioni e che fa parte del folclore locale.
Gastronomia e prodotti tipici
La tradizione culinaria caccurese riflette i sapori autentici della Presila calabrese. Tra le specialità locali spiccano il calzone con la sardella, i mastacciuoli, le pitte ‘mpigliate (tipiche del periodo natalizio), le cuzzupe e i muccellati (caratteristici della Pasqua), oltre al pane tipico chiamato “pitta” e al vino rosso di produzione locale.
Il territorio è ricco di funghi selvatici che vengono raccolti con nomi dialettali caratteristici: porcini, vavusi, rositi, cocolini, mucchiaruli, ovoli, mussi e vovi, chiodini e pinnelle, costituendo una risorsa gastronomica apprezzata sia localmente che dai visitatori.
Siti archeologici e testimonianze storiche
Il territorio comunale custodisce importanti testimonianze archeologiche che documentano la continuità insediativa attraverso i millenni. In località Pantano si trovano reliquie di sepolture antiche, mentre nelle contrade Patia, Lepore e Montagna sono visibili i resti degli antichi monasteri basiliani.
Particolare interesse riveste la località Timpa dei Santi, che ospita grotte rupestri con dipinti di età bizantina e un insediamento dell’Età del Bronzo databile tra il XVIII e il XII secolo a.C., testimoniando l’importanza strategica del sito attraverso diverse epoche storiche.
Quando è consigliata la visita
I periodi ideali per visitare Caccuri sono la primavera e l’autunno, quando il clima mite della Presila permette di esplorare comodamente il centro storico e i sentieri circostanti. La festa patronale di San Rocco (16 agosto) offre l’opportunità di vivere le tradizioni religiose locali. Il Premio Letterario (6-10 agosto) rappresenta un momento culturale di grande rilievo, mentre l’inverno regala atmosfere suggestive tra i vicoli medievali e le architetture storiche.
Dove dormire in zona
L’offerta ricettiva di Caccuri si caratterizza per agriturismi che valorizzano il patrimonio storico e naturalistico. Alcuni di questi sono ricavati in masserie storiche come quella del Bordò (Grancia del Vurdoj), dove sostarono i fratelli Bandiera prima della fucilazione. Le strutture ricettive offrono esperienze autentiche con degustazioni di prodotti tipici e possibilità di esplorare il territorio della Presila crotonese.
Dove mangiare in zona
La ristorazione caccurese celebra i sapori della Presila con ristoranti che propongono specialità preparate secondo ricette tradizionali. Le trattorie del borgo servono i piatti tipici come calzone con sardella e mastacciuoli, accompagnati dal vino rosso locale. Gli agriturismi offrono menu degustazione con prodotti a chilometro zero, valorizzando funghi selvatici, formaggi locali e l’olio extravergine degli uliveti circostanti.
FAQ
Rispondiamo alle domande più frequenti che riceviamo da chi desidera scoprire questo affascinante borgo medievale della Presila crotonese e le sue tradizioni millenarie.
Cos’è il Premio Letterario Caccuri e quando si svolge?
È un prestigioso premio per la saggistica che si tiene ogni anno dal 6 al 10 agosto, richiamando scrittori e intellettuali di fama nazionale nel suggestivo scenario del borgo medievale.
Quando è stato costruito il Castello di Caccuri?
Il castello risale al VI secolo e rappresenta una delle fortificazioni più antiche della Calabria, con la caratteristica torre che domina il paesaggio della Presila crotonese.
Cosa sono “I Giudei” di Caccuri?
È un dramma sacro della Settimana Santa che viene rappresentato ogni sette anni circa, coinvolgendo la comunità locale in una tradizione teatrale popolare di grande valore etnografico.
Chi erano i Cavalcanti e perché sono importanti per Caccuri?
I Cavalcanti furono una delle famiglie feudatarie più importanti, considerati veri mecenati artistici del borgo per il loro contributo alla crescita culturale e architettonica del centro storico.
Cosa si può vedere nella Badia di Santa Maria del Soccorso?
Il complesso del 1518 ospita tesori artistici di grande valore in un ambiente di forte austerità, rappresentando la perla del patrimonio artistico caccurese con la sua storia domenicana e francescana.