Catanzaro è la città tra i due mari, ma dalle sue alture lo sguardo corre anche verso l’interno, dove cominciano i boschi della Sila. Chi in città ha già passeggiato nel Parco della Biodiversità Mediterranea e cerca una gita diversa può salire in auto verso la Sila Piccola: la meta finale, il Centro visita del Parco accanto a Villaggio Mancuso, è a circa 40 chilometri dal capoluogo. Lungo la strada c’è Taverna, il paese natale di un grande pittore del Seicento. Ecco come organizzare una giornata da Catanzaro alla Sila Piccola, con l’arte al mattino e i boschi nel pomeriggio.
Taverna, il paese del Cavaliere Calabrese
Taverna sorge ai piedi della Sila Piccola, e il suo territorio comunale sale fino alla vetta del monte Gariglione. Qui nacque nel 1613 Mattia Preti, uno dei principali pittori del barocco italiano. Dopo gli anni a Roma e a Napoli si stabilì a Malta, dove lavorò per tutta la seconda parte della sua vita e decorò la concattedrale di San Giovanni alla Valletta. Lo chiamavano il «Cavaliere Calabrese»: nel 1642, con l’assenso di papa Urbano VIII, era stato accolto come cavaliere nell’Ordine di Malta.
Morì alla Valletta nel 1699, ma il legame con il paese restò forte: dall’isola mandò numerose tele per le chiese di Taverna. Anche il fratello maggiore, Gregorio, era pittore, e nel museo cittadino le opere dei due fratelli sono esposte insieme.
San Domenico e il Museo civico, la casa di Preti
Il cuore della visita è la chiesa di San Domenico. Danneggiata dal terremoto del 1662 e ricostruita entro il 1680, conserva una decorazione barocca che ricorda quella di San Giovanni alla Valletta. Nel 1681 la città fece arrivare da Malta il San Sebastiano dipinto dal suo illustre concittadino, con lo stemma di Taverna ai piedi del quadro. Il museo cittadino la considera la più importante pinacoteca pretiana della Calabria. Tra le tele c’è la Predica del Battista, in cui Preti inserì il proprio autoritratto: vale da sola la sosta.
Queste opere hanno anche una storia da romanzo. La notte del 26 febbraio 1970 otto dipinti di Preti furono rubati dagli altari; vennero ritrovati nel 1972 e nel 1973, restaurati nei laboratori di Cosenza, Napoli e Roma e riportati in una chiesa che tornò al culto nel settembre del 1988.
Accanto, nell’ex convento domenicano che ospita anche il municipio, il Museo civico di Taverna raccoglie altre opere di Gregorio e Mattia Preti, dipinti di pittori come Luca Giordano e una sezione dedicata all’arte contemporanea. Gli orari cambiano durante l’anno: conviene controllarli sul sito del museo prima di partire.
Villaggio Mancuso, un angolo alpino nella Sila
Da Taverna la strada continua a salire tra i boschi fino a Villaggio Mancuso, frazione dello stesso comune. Il villaggio nacque nei primi decenni del Novecento dal sogno dell’imprenditore catanzarese Eugenio Mancuso e crebbe soprattutto negli anni Cinquanta e Sessanta, quando tra i pini comparvero le casette di legno a listelli bianchi e neri che ricordano le baite svizzere. Calabria Straordinaria, il portale turistico della Regione Calabria, lo racconta come un villaggio tirolese nel cuore del Parco Nazionale della Sila.
Da generazioni i catanzaresi fanno questa strada per salire in villeggiatura; chi arriva in città senza un’auto propria e vuole fare lo stesso può rivolgersi a Pauto, in Viale Lucrezia della Valle, 23, che a Catanzaro si occupa di noleggio auto.
I contatti di Pauto
Pauto
Indirizzo: Viale Lucrezia della Valle, 23, 88100 Catanzaro CZ
Telefono: 0961 060618 – 327 9786761
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Il Centro visita Garcea e la riserva di Poverella
Accanto al villaggio si trova il Centro visita Antonio Garcea, uno dei centri visita del Parco. Nacque intorno al complesso rustico che l’amministrazione forestale dello Stato costruì nei primi decenni del Novecento per gestire questi boschi di pino laricio, e oggi l’Ente Parco Nazionale della Sila lo cura insieme ai Carabinieri per la Biodiversità di Catanzaro. I percorsi sono pensati per tutti: un sentiero didattico, uno per persone con disabilità, uno geologico e uno per non vedenti con le tabelle in Braille, oltre a un giardino delle erbe aromatiche e medicinali e alla ricostruzione di un villaggio rurale dell’antica Sila.
Il Centro si trova dentro la riserva naturale Poverella-Villaggio Mancuso, istituita nel 1977: oltre mille ettari tra i comuni di Taverna e Albi, fra 850 e 1.280 metri di quota. Salendo, il bosco cambia volto: dalle querce si passa alle pinete di pino laricio e poi alle faggete, con qualche abete bianco. È terra di caprioli e di lupi, la cui popolazione secondo l’Ente Parco sembra in crescita; chi vuole provare a osservarli trova qualche consiglio nell’articolo sui lupi della Sila. Il Parco, istituito in via definitiva nel 2002, è il cuore della Riserva della Biosfera «Sila», riconosciuta dall’UNESCO nel 2014.
Consigli per la gita
Ogni stagione ha il suo motivo per salire. L’estate è il tempo delle escursioni, l’autunno quello dei funghi e delle castagne, mentre in inverno i boschi innevati si attraversano con le racchette da neve: per scegliere il percorso c’è la guida alla ciaspolata in Sila. Chi ha un giorno in più può proseguire verso nord fino ai Giganti della Sila, i pini monumentali della riserva di Fallistro.
Prima di partire conviene dare un’occhiata ai siti del museo e del Parco, perché aperture e attività cambiano nel corso dell’anno. Il resto lo fa la strada: in una sola giornata si passa dalle tele del Cavaliere Calabrese al profumo dei pini, e si scopre quanto la montagna sia vicina a Catanzaro.