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Le Motte reggine: sentinelle dello Stretto

Le Motte reggine

Le Motte erano delle fortificazioni medievali, tipiche del sud Italia, costituite da un terrapieno artificiale di forma conica, sormontato da una torre in legno o pietra. Le strutture, strategicamente posizionate, servivano a controllare il territorio, a difendere i confini e a proteggere le popolazioni locali.

Proviamo a conoscerle un po’ meglio con questa guida completa a uno dei principali motivi di attrazione della città e dei suoi dintorni.

Le Motte di Reggio Calabria: una storia millenaria

Le Motte reggine, in particolare, rivestono un ruolo di fondamentale importanza nella storia della città e dello Stretto di Messina. Costruite dai Normanni a partire dall’XI secolo, furono successivamente potenziate e modificate dagli Angioini e dagli Aragonesi, che le dotarono di strutture più solide e complesse.

Perché proprio lo Stretto?

Lo Stretto di Messina, da sempre crocevia di popoli e culture, era una zona strategica da controllare. Le Motte, con la loro posizione dominante, permettevano di sorvegliare il traffico marittimo, di difendere il territorio dalle invasioni e di controllare le vie di comunicazione.

Le principali Motte reggine

Le Motte reggine, pur essendo più di quattro, sono comunemente chiamate “Quattro Motte” e sono le seguenti:

  • Motta Anòmeri: situata ad Ortì, era una delle più importanti e offriva un’ampia visuale sullo Stretto;
  • Motta Rossa: posizionata sotto Sambatello, era caratterizzata da un colore rossastro del terreno, da cui deriva il nome;
  • Motta San Cirillo: ubicata a Terreti, era legata alla figura del santo e svolgeva un ruolo di difesa del territorio;
  • Motta Sant’Aniceto: posta tra Motta San Giovanni e Paterriti, era un’altra importante fortificazione a difesa dello Stretto.

Oltre alle quattro più famose, altre Motte meritano di essere menzionate:

  • Motta Sant’Agata: situata tra Cataforio e San Salvatore, offriva un’ulteriore protezione alla città;
  • Castello Normanno di Calanna: sebbene non sia propriamente una Motta, questo castello normanno rientra nel sistema difensivo dello Stretto.

La fine delle Motte

Nonostante la loro importanza strategica, le Motte reggine conobbero una fine tragica. Nei primi decenni del Quattrocento, a causa delle continue lotte tra i reggini e gli invasori arabi che vi si rifugiavano, tutte le Motte furono sistematicamente distrutte.

Oggi, purtroppo, delle antiche Motte reggine rimangono solo pochi ruderi e tracce archeologiche. Tuttavia, la loro storia e il loro ruolo nella difesa del territorio continuano a affascinare studiosi e appassionati.

Perché visitare i siti delle antiche Motte?

Visitare i siti delle antiche Motte reggine significa fare un viaggio nel tempo e immergersi in un’atmosfera ricca di storia e di suggestioni. È un’esperienza unica che permette di ammirare i resti di queste imponenti fortificazioni e di comprendere l’importanza strategica che avevano nel passato.

Per chi volesse visitarle, consigliamo di informarsi sugli orari aggiornati di apertura, considerato che alcuni siti archeologici hanno orari limitati, e equipaggiarsi adeguatamente: meglio indossare scarpe comode e portare una bottiglia d’acqua, soprattutto la visita è durante la stagione calda. Ricorda: non lasciare rifiuti e non danneggiare le strutture archeologiche!

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Guida alle Motte

Nell’alto Medioevo, l’Impero Bizantino, con Reggio Calabria come fulcro del suo dominio in Sicilia e Calabria, decise di fortificare la città. La produzione della pregiata seta, trasferita dalla Siria a Reggio, rendeva la città un obiettivo strategico. I bizantini costruirono una serie di fortificazioni destinate a controllare il passaggio sullo Stretto di Messina.

Quando i Normanni conquistarono la regione, ereditarono questo sistema difensivo e lo adattarono alle loro esigenze, chiamando queste fortificazioni “Motte”. Il termine “Motta”, di origine francese, indicava un tumulo artificiale sormontato da un castello, una struttura difensiva molto diffusa in quel periodo.

Angioini e Aragonesi, a loro volta, modificarono e rafforzarono queste fortificazioni, rendendole ancora più imponenti. Tuttavia, nei primi decenni del XV secolo, a causa delle continue lotte tra i reggini e gli invasori arabi che trovavano rifugio in queste fortificazioni, le Motte vennero sistematicamente distrutte.

Proviamo a conoscerle un po’ meglio.

Motta Anòmeri

La Motta Anòmeri, dal greco “anomeris” (parte superiore), era una delle quattro motte che difendevano Reggio Calabria. La sua posizione strategica, dominante sulla città, ne faceva un punto di riferimento fondamentale.

Sulla base di documenti notarili del XVII secolo, si ritiene che l’attuale centro abitato di Ortì sorgesse sui resti dell’antica fortificazione. A conferma di ciò, sono stati rinvenuti resti archeologici, tra cui una cisterna, che testimoniano la presenza della Motta Anòmeri in questa zona.

Motta Rossa

La Motta Rossa, situata nella Vallata del Gallico, presenta oggi solo dei ruderi. Studi storici e archeologici indicano che durante la Seconda Guerra Mondiale questa zona rocciosa fu utilizzata come rifugio dalla popolazione civile e dalle truppe in combattimento. La presenza di numerose grotte e caverne ha favorito questa funzione, rendendo la Motta Rossa un punto strategico durante il conflitto.

Motta San Cirillo

Le tracce della Motta San Cirillo, o San Quirillo, si erano perse nel tempo. Fu grazie agli studi di Monsignor De Lorenzo, condotti nel XIX secolo, che si riuscì a identificare l’ubicazione precisa di questa fortificazione sul Monte Gonì, nei pressi di Terreti.

Motta Sant’Aniceto

La Motta Sant’Aniceto è una fortificazione bizantina risalente al X-XI secolo ed è situata su un’altura rocciosa che domina Reggio Calabria. La sua costruzione fu motivata dalla necessità di difendere la popolazione dalle incursioni saracene. Successivamente, il castello subì modifiche e ampliamenti sotto il dominio normanno, diventando il centro del feudo di Sant’Aniceto. Le continue guerre tra Angioini e Aragonesi ne determinarono il declino, culminato nella sua distruzione nel 1459 ad opera degli Aragonesi.

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Domande e Risposte sulle Motte di Reggio Calabria

Concludiamo la nostra guida con una serie di risposte alle domande più frequenti sulle Motte reggine.

Cosa sono le Motte?

Le Motte erano delle fortificazioni medievali, tipiche del sud Italia, costituite da un terrapieno artificiale di forma conica, sormontato da una torre in legno o pietra. Servivano a controllare il territorio, a difendere i confini e a proteggere le popolazioni locali.

Perché le Motte furono costruite nello Stretto di Messina?

Lo Stretto di Messina, da sempre crocevia di popoli e culture, era una zona strategica da controllare. Le Motte, con la loro posizione dominante, permettevano di sorvegliare il traffico marittimo, di difendere il territorio dalle invasioni e di controllare le vie di comunicazione.

Chi costruì le Motte di Reggio Calabria?

Le prime Motte furono costruite dai Bizantini, ma furono successivamente potenziate e modificate dai Normanni, dagli Angioini e dagli Aragonesi.

Quali sono le principali Motte di Reggio Calabria?

Le principali Motte di Reggio Calabria sono: Motta Anòmeri, Motta Rossa, Motta San Cirillo, Motta Sant’Aniceto, Motta Sant’Agata e il Castello Normanno di Calanna.

Perché le Motte vennero distrutte?

Nei primi decenni del Quattrocento, a causa delle continue lotte tra i reggini e gli invasori arabi che vi si rifugiavano, tutte le Motte furono sistematicamente distrutte.

Cosa rimane oggi delle Motte?

Oggi, purtroppo, delle antiche Motte reggine rimangono solo pochi ruderi e tracce archeologiche.

Perché visitare i siti delle antiche Motte?

Visitare i siti delle antiche Motte reggine significa fare un viaggio nel tempo e immergersi in un’atmosfera ricca di storia e di suggestioni. È un’esperienza unica che permette di ammirare i resti di queste imponenti fortificazioni e di comprendere l’importanza strategica che avevano nel passato.

Quali sono le attività che si possono svolgere nei siti delle Motte?

Solitamente è possibile visitare i ruderi delle Motte, fare trekking nei dintorni e partecipare a visite guidate per scoprire la storia e le caratteristiche di queste antiche fortificazioni.

Ci sono musei che espongono reperti provenienti dalle Motte?

Sì, alcuni musei archeologici della zona conservano reperti provenienti dalle Motte, come ceramiche, frammenti di muratura e oggetti di uso quotidiano.

Dove posso trovare maggiori informazioni sulle Motte di Reggio Calabria?

Per trovare maggiori informazioni, puoi consultare libri e pubblicazioni scientifiche che riportano studi dedicati alle fortificazioni medievali e alla storia della Calabria, così come visitare i musei archeologici della zona, che conservano spesso reperti provenienti dalle Motte. Anche i siti web dei comuni e delle province interessate possono fornire informazioni utili sulle Motte e sui percorsi turistici. Naturalmente, leguide turistiche della zona possono offrire informazioni dettagliate sui siti e organizzare visite guidate.

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Redazione Turismo Calabria

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