Scilla, figura mitologica e località reale situata sullo Stretto di Messina, rappresenta un affascinante intreccio tra mito e realtà. Nell’Odissea di Omero, Scilla è un mostro marino terrificante che Odisseo deve affrontare durante il suo viaggio di ritorno a Itaca. Oggi, Scilla è una pittoresca cittadina calabrese che attrae turisti con il suo ricco patrimonio storico e le sue bellezze naturali.
In questo articolo, esploreremo il ruolo di Scilla nell’Odissea, la sua evoluzione da mito a realtà geografica, e il suo attuale status di destinazione turistica.
Scilla nel mito greco
Il mito di Scilla ha radici profonde nella mitologia greca. Secondo alcune versioni, Scilla era originariamente una bellissima ninfa, trasformata in un mostro dalla gelosa Circe. Altre versioni attribuiscono la sua trasformazione a Anfitrite, gelosa dell’amore di Poseidone per Scilla.
Nell’Odissea, Omero descrive Scilla come un mostro che vive in una caverna a metà di una scogliera alta e liscia, con sei lunghi colli, ciascuno con una testa mostruosa, tre file di denti affilati in ogni bocca e dodici zampe deformi.
Questa descrizione vivida ha alimentato l’immaginazione di generazioni di lettori e artisti, contribuendo a creare un’immagine iconica del mostro marino.
Scilla nell’Odissea
Nell’Odissea, Odisseo (Ulisse) incontra Scilla durante il suo lungo viaggio di ritorno a Itaca dopo la guerra di Troia. Questo incontro avviene dopo che Odisseo e il suo equipaggio sono sfuggiti ai Lestrigoni e hanno trascorso un anno sull’isola di Circe.
Prima che Odisseo lasci la sua isola, Circe lo avverte dei pericoli che lo attendono, in particolare dello Stretto di Messina, dove si trovano Scilla e Cariddi. Circe consiglia a Odisseo di navigare più vicino a Scilla, poiché Cariddi rappresenta un pericolo ancora maggiore per l’intera nave.
L’incontro con Scilla
Il passaggio di Odisseo attraverso lo stretto è uno dei momenti più drammatici dell’Odissea. Omero descrive la scena con grande dettaglio:
- Odisseo vede Cariddi che inghiotte e rigurgita acqua di mare, creando pericolosi vortici;
- mentre l’attenzione dell’equipaggio è concentrata su Cariddi, Scilla attacca improvvisamente dall’altro lato;
- con le sue sei teste, Scilla afferra sei membri dell’equipaggio di Odisseo, uno per ogni testa;
- Odisseo descrive le grida dei suoi compagni come uno dei momenti più strazianti della sua vita.
Il significato simbolico
L’incontro con Scilla rappresenta uno dei numerosi ostacoli che Odisseo deve superare nel suo viaggio. Simbolicamente, può essere interpretato come una prova di leadership, con Odisseo che deve prendere decisioni difficili per la sopravvivenza del gruppo.
È anche un esempio della crudeltà del fato, perché nonostante la sua astuzia, Odisseo non può salvare tutti i suoi uomini. Può inoltre essere intesa come una metafora dei pericoli del mare: Scilla incarna le paure dei marinai dell’antichità.

Da mito a realtà geografica
Lo Stretto di Messina, dove la tradizione colloca Scilla e Cariddi, è un braccio di mare che separa la Sicilia dalla Calabria. Questa localizzazione geografica ha contribuito a trasformare il mito in una realtà tangibile.
La moderna città di Scilla, situata sulla costa calabrese dello Stretto di Messina, è tradizionalmente identificata come il luogo del mito. Questa identificazione si basa su diversi fattori:
- la posizione geografica corrisponde alla descrizione omerica;
- la presenza di una rocca prominente che potrebbe corrispondere alla “scogliera alta e liscia” menzionata nell’Odissea;
- la presenza di correnti marine e vortici che potrebbero aver ispirato il mito.
Fenomeni naturali e loro interpretazione
I fenomeni naturali dello Stretto di Messina hanno giocato un ruolo cruciale nella formazione e nella persistenza del mito:
- correnti marine: lo stretto è noto per le sue forti correnti, che possono creare vortici pericolosi per la navigazione;
- fauna marina: la presenza di grandi pesci, come i pescespada, potrebbe aver contribuito all’immaginario del mostro marino;
- fenomeni acustici: i suoni prodotti dalle correnti e dal vento tra le rocce potrebbero essere stati interpretati come i “latrati” di Scilla.
Scilla nella letteratura e nell’arte
Il mito di Scilla ha continuato a ispirare scrittori e poeti molto tempo dopo Omero. Virgilio nell’Eneide, descrive Scilla in modo simile a Omero, mentre Ovidio, nelle Metamorfosi, elabora la storia dell’origine di Scilla come ninfa trasformata. Dante, nella Divina Commedia, menziona Scilla nell’Inferno.
Artisti di varie epoche hanno cercato di catturare l’immagine terrificante di Scilla:
- vasi greci: numerose rappresentazioni di Scilla appaiono sulla ceramica antica;
- mosaici romani: Scilla appare in diversi mosaici, spesso in scene marine;
- pittura rinascimentale: artisti come Agostino Carracci hanno creato interpretazioni drammatiche del mito;
- arte moderna: il mito continua a ispirare artisti contemporanei in vari media.
L’impatto del mito sulla cultura locale
Il mito di Scilla ha profondamente influenzato la cultura e le tradizioni della moderna città di Scilla:
- festività: la città celebra annualmente eventi legati al mito, come il “Festival di Scilla e Cariddi”;
- nomi: molte attività commerciali e luoghi pubblici portano nomi legati al mito;
- artigianato: prodotti locali, come ceramiche e souvenir, spesso riproducono immagini ispirate al mito.
Il legame con l’Odissea ha reso Scilla una meta di “turismo mitologico“:
- itinerari tematici: visite guidate che ripercorrono i luoghi del mito;
- musei: esposizioni dedicate alla storia del mito e alle sue rappresentazioni;
- eventi culturali: conferenze, spettacoli e rievocazioni storiche basate sul mito.
La Scilla moderna: un’attrazione turistica
A proposito di turismo, Scilla propone diverse attrazioni di rilievo. Arroccato su un promontorio roccioso, ad esempio, il Castello Ruffo domina il paesaggio di Scilla. Costruito nell’XI secolo, ha subito numerose modifiche nel corso dei secoli, regalando una fusione di stili che riflette la sua lunga storia. Offre una vista mozzafiato sullo Stretto di Messina e ospita mostre sulla storia locale e sul mito di Scilla.
Conosciuto come la “Piccola Venezia del Sud”, inoltre, Chianalea è uno dei quartieri più pittoreschi di Scilla. Le sue case colorate sembrano emergere direttamente dal mare, mentre la tradizione peschereccia lo rende ancora oggi un importante centro di pesca del pesce spada.
Scilla vanta poi alcune delle più belle spiagge della Costa Viola:
- Marina Grande: la spiaggia principale, ampia e ben attrezzata;
- spiaggia delle Sirene: una piccola baia ai piedi del Castello Ruffo;
- spiaggia di Chianalea: piccole calette rocciose ideali per lo snorkeling.

Dove mangiare a Scilla
Scilla offre una varietà di opzioni gastronomiche che permettono di assaporare la cucina locale, fortemente influenzata dalla tradizione marinara. Ci sono ottimi ristoranti nel cuore della città, specializzati in piatti a base di pesce fresco, così come trattorie storiche che servono autentici piatti calabresi da generazioni.
Dove dormire a Scilla
Per godere appieno dell’atmosfera mitica e della bellezza naturale di Scilla, è sufficiente scegliere una tra le numerose opzioni di alloggio come gli hotel tradizionali, gli hotel boutique, i bed and breakfast e altre strutture che non solo offrono un comodo alloggio, ma anche un’immersione nell’atmosfera unica di Scilla, permettendo ai visitatori di vivere appieno l’esperienza di questo luogo ricco di storia e mito.
Domande e risposte su Scilla nell’Odissea
Per aiutarvi a comprendere meglio il legame tra il mito di Scilla nell’Odissea e la moderna città di Scilla, ecco alcune domande frequenti con le relative risposte.
Il mito di Scilla nell’Odissea è basato su un luogo reale?
Sì, il mito di Scilla è generalmente associato a un luogo reale. La moderna città di Scilla, situata sulla costa calabrese dello Stretto di Messina, è tradizionalmente identificata come il luogo descritto nell’Odissea. La geografia della zona, con le sue scogliere ripide e le forti correnti marine, corrisponde alla descrizione di Omero. Tuttavia, è importante ricordare che Omero stava creando un’opera letteraria, non un resoconto geografico preciso, quindi ci sono elementi mitici e fantastici nella sua narrazione.
Cosa rappresentava Scilla nell’Odissea di Omero?
Nell’Odissea, Scilla rappresentava uno dei numerosi ostacoli che Odisseo doveva affrontare nel suo viaggio di ritorno a Itaca. Simbolicamente, Scilla incarnava i pericoli del mare, in particolare quelli associati alla navigazione in acque strette e pericolose. Il mostro rappresentava anche la crudeltà del fato e la natura imprevedibile e spesso mortale del mondo naturale. Per Odisseo, l’incontro con Scilla era una prova della sua leadership e della sua capacità di prendere decisioni difficili in situazioni estreme.
Ci sono prove archeologiche del mito di Scilla nella moderna città di Scilla? Anche se non ci sono prove archeologiche dirette del mito di Scilla come descritto nell’Odissea, la città moderna di Scilla contiene numerosi siti storici e archeologici che riflettono la sua lunga storia e il suo legame con il mito.